CT Italia - Mancini is back

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Dal “Lodo Pep” alle “Ombre Russe”: la Soap Opera della Nazionale tocca vette assolute

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Signore e signori, siamo ufficialmente oltre i confini del grottesco. Se pensavate che il rifiuto di Pep Guardiola avesse chiuso il capitolo “follia estiva” del nostro calcio, la Federazione Italiana Giuoco Calcio si è superata, regalandoci una trama degna di una serie thriller su Netflix scritta sotto l’effetto di troppi caffè.

Ricapitoliamo la puntata di oggi, perché ha del fantastico.

Pirlo, il Bookmaker di Mosca e l’Ambasciata Solidale

Dopo l’elegante “no grazie” di Guardiola, la FIGC aveva deciso di puntare tutto su Andrea Pirlo. Ma mentre gli addetti ai lavori stavano già preparando le grafiche con la lavagna tattica, è spuntata fuori la mina vagante geopolitica: il contratto da brand ambassador con Fonbet, il principale portale di scommesse russo.

Non un dettaglio da poco, considerando le sanzioni e le tensioni internazionali. Risultato? Nomina saltata in aria in un secondo, sito dello sponsor oscurato dalle autorità e figuraccia d’impianto mondiale. Ma il capolavoro assoluto deve ancora venire: a condire il tutto è arrivata persino la lettera aperta dell’ambasciatore russo in Italia, che ha espresso “sincera solidarietà” a Pirlo definendolo una “vittima dell’ostracismo pseudo-democratico”. Siamo passati dalle lezioni di tattica a Coverciano agli intrighi diplomatici sull’asse Roma-Mosca. Nessun autore comico avrebbe potuto concepire tanto.

“Certi Amori non Finiscono”: Il Ritorno del Mancio

E come si risolve un caos geopolitico-sportivo di questa portata? Con la mossa più italiana di sempre: il grande e clamoroso Ritorno di Roberto Mancini.

Sì, proprio lui. L’uomo che nel 2021 ci ha portati sul tetto d’Europa con le notti magiche di Wembley e che poi, nel 2023, ha salutato tutti con una Pec a metà agosto per volare a guadagnare i petrodollari in Arabia Saudita, lasciandoci macerare nella doppia disfatta dei Mondiali mancati.

I vertici della FIGC (guidati ora dal presidente CONI Malagò in versione commissario supremo) hanno deciso che tre anni di esilio bastavano e che, in fondo, “cambiare tutto per non cambiare niente” è sempre la filosofia migliore. Per ammorbidire la pillola, gli hanno affiancato persino Claudio Ranieri come Direttore Tecnico.

La Spaccatura Inevitabile

E ora, ovviamente, il paese si divide di nuovo tra chi ha la memoria corta e chi invece ha una memoria da elefante:

  • I Nostalgici dell’Euro 2020: “Ha vinto un Europeo giocando il miglior calcio degli ultimi vent’anni! È un vincente, conosce l’ambiente e con Ranieri al suo fianco farà benissimo.”
  • I Memori della Pec e di Palermo: “Ma scherziamo? Dopo essere scappato in Arabia a Ferragosto e averci fatto saltare i Mondiali contro la Macedonia, lo rimettiamo sul trono come se nulla fosse accaduto?”

Siamo partiti sognando la rivoluzione tattica del secolo con Guardiola, siamo passati per la farsa diplomatico-finanziaria delle scommesse russe con Pirlo, e siamo finiti al minestrone riscaldato di Mancini.

Il 25 settembre all’Olimpico contro il Belgio scenderà in campo la solita Italia. L’unica certezza, per ora, è che il teatro del pallone nostrano resta lo spettacolo più divertente, assurdo e divisivo del pianeta.

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